History

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Ha inizio la produzione di batterie Yamaha: D20 e D30

I primi modelli furono prodotti presso lo stabilimento Yamaha di Hamamatsu, Giappone e successivamente anche presso il nostro stabilimento Miyatake. Molti batteristi che conoscono Yamaha, oggi credono che Sakae Rhythm sia lo stabilimento originale Yamaha, ma in realtà la produzione ebbe inizio presso gli stabilimenti di proprietà Yamaha. Un altro luogo comune è che la nostra tecnologia Air Seal System sia stato sviluppata presso Sakae Rhythm, ma in realtà è stata sviluppata e introdotta proprio nei nostri primi modelli realizzati presso i nostri stabilimenti. Alcune delle prime brochure delle batterie Yamaha mostrano lo stabilimento originale Yamaha e descrivono la tecnologia Air Seal System, un’innovazione Yamaha che rappresenta una parte vitale della nostra identità quale produttore di batterie.

Il primo "Yamaha Artist" oltreoceano

Al Foster, che all’epoca era in tour in Giappone con Miles Davis, nel 1972 ha accettato di diventare sostenitore Yamaha.
Ciò ha rappresentato il punto di svolta a partire dal quale le batterie Yamaha hanno iniziato ad essere riconosciute come strumenti di livello mondiale che soddisfano le necessità dei migliori professionisti del settore.

Il concetto di "System Drum" Yamaha

L’hardware per il montaggio dei fusti è sempre stato diverso per ogni serie e per ogni modello, fino ad oggi. Il concetto di system drum Yamaha ha portato all’uniformità di tutto l’hardware Yamaha in modo che le batterie di qualsiasi serie possano essere combinate secondo le proprie necessità.
Le viti esagonali e le basi dei sostegni hanno le stesse caratteristiche per tutti i modelli e il diametro delle aste degli stand e dei supporti è stato fissato a 22 mm per permettere libertà e flessibilità totali. Sebbene questo approccio sia ormai comune tra i produttori di batterie, è stato inizialmente un concetto rivoluzionario. Si tratta di una delle novità Yamaha che è diventata uno standard.
Un’altra innovazione nell’hardware Yamaha degna di essere menzionata è lo stand a scomparsa. All’epoca della sua introduzione è stato brevettato, ma non appena il brevetto è scaduto tutte le aziende rivali di Yamaha hanno ne hanno copiato il design. Attualmente è diventata una funzione standard.

Morsetto a sfera Yamaha

Il morsetto a sfera regolabile ha reso possibile posizionare i tom in alto, in basso, a sinistra o a destra, in qualsiasi posizione necessaria, con un gesto molto rapido. Il design attuale permette di ribaltare i tom per sistemare comodamente le pelli … una funzione molto apprezzata sia dai batteristi sia dai tecnici. Così come è accaduto per le viti di montaggio esagonali, anche il morsetto a sfera è diventato un simbolo della superiorità dell’hardware Yamaha.

YD9000 "Recording Custom"

Questo modello è caratterizzato da fusti in 100% betulla, blocchetti realizzati in pezzo unico e una splendida finitura spray. L’acero era il materiale più utilizzato per i fusti delle batterie, sull’onda del trend definito dai batteristi jazz degli U.S.A.. Grazie alla ricerca nel settore dei pianoforti e dei fiati, abbiamo compreso che il legno di betulla avrebbe potuto rappresentare il materiale ideale per i fusti delle batterie. Siamo stati i primi ad applicare le tecniche di finitura dei pianoforti alle batterie, superando la finitura convenzionale così comune all’epoca. Tutta la potenza della tecnologia Yamaha è stata utilizzata per la realizzazione di questo prodotto di punta.
L’utilizzo di blocchetti realizzati in pezzo unico migliora la naturale durezza del fusto in betulla e garantisce un suono ben definito che è stato entusiasticamente adottato dai migliori artisti di oggi, tra i quali Steve Gadd e Cozy Powell. Il suono di questo strumento era così adatto alla registrazione che la YD9000 è diventata la batteria più registrata nella storia. Il nome è stato successivamente modificato in "Recording Custom," un modello ancora molto utilizzato al giorno d’oggi.

Maple Custom

Nonostante il timore che il passaggio dal legno di betulla a quello di acero potesse incontrare delle resistenze da parte degli utenti, Yamaha ha deciso di introdurre i fusti in acero al fine di favorire il cambiamento nella scena musicale così come nella tecnologica della registrazione. Da circa la metà degli anni 80, sotto l’influenza del nascente genere fusion, i batteristi hanno iniziato a richiedere una risposta ed una risonanza del fusto il più possibile naturali, adatte al fraseggio tipico di quel genere musicale. L’acero offre una risposta ideale, rapida e brillante, e riducendo la dimensione delle parti che potevano interferire con la risonanza, abbiamo ottenuto una risonanza del fusto senza ridurre la sonorità. Ciò ha portato alla realizzazione di blocchetti più piccoli e leggeri, ad una finitura “vintage” estremamente sottile e al sistema YESS (Yamaha Enhanced Sustain System), un punto nodale nel montaggio per ottenere una risonanza aperta e uniforme dei fusti.
L’idea di utilizzare blocchetti di piccoli dimensioni montati in modo che non interferiscano con la risonanza del fusto, è stata adottata anche da altri produttori.

Stage Custom

Negli anni 90 Yamaha ha mantenuto un approccio attivo e aggressivo nello sviluppo dei prodotti. Il modello Stage Custom introdotto nel 1996 è il risultato di questa strategia. Questa serie ha offerto lo stesso tipo di fusti in betulla che venivano utilizzati nella celebre serie RC, con gli stessi blocchetti in pezzo unico e la splendida finitura spray, ad un prezzo sorprendentemente accessibile.

Maple Absolute

La serie Maple Absolute ha portato ad un nuovo livello la filosofia di ottenere la migliore risonanza del fusto. Nello stesso anno, nuovi fusti in faggio sono stati introdotti nella serie Absolute accanto ai fusti in betulla.
Sempre in questo periodo, Yamaha ha avviato una collaborazione con i migliori artisti al mondo per lo sviluppo di una gamma di nuovi interessanti prodotti quali le batterie Hipgig e JR, il rullante Musashi e il dispositivo Subkick per la cattura delle basse frequenze.

Oak Custom

Sebbene gli altri produttori abbiano evitato di utilizzare il legno di quercia nelle batterie poiché è di difficile lavorazione, Yamaha è riuscita a plasmare questo legno particolarmente duro e a realizzare i fusti grazie alla tecnologia Air Seal System. Il risultato è una risposta sorprendente e ottimi bassi che hanno reso questo modello uno standard delle linee Yamaha.

La serie Absolute si evolve

Spingendo al limite la tecnologia di finitura Yamaha, abbiamo ottenuto una linea di oltre 50 colori per la serie Absolute. I rivoluzionari blocchetti staccabili Nouveau sono stati realizzati per ridurre ulteriormente l’interferenza derivante dal contatto con il fusto e allo stesso tempo per rendere più agevole il posizionamento delle pelli.

Nasce la serie PHX

Numerosi anni di esperienza e know-how nella produzione delle batterie e una revisione profonda di ogni punto critico nel design e nella produzione delle batterie hanno portato ad una notevole evoluzione nella forma dei fusti ibridi, aprendo la strada verso un suono ed una potenza senza precedenti. Anche nella realizzazione dei blocchetti è stato fatto un ulteriore passo in avanti. Andando oltre il concetto della riduzione dell’interferenza da parte del fusto, il design e il montaggio dei blocchetti gioca un ruolo attivo nel creare e controllare il suono delle batterie, eliminando le armoniche indesiderate. Anche il montaggio dei tom è stato migliorato, dando vita ad una suonabilità consistente e senza precedenti.

Tecnologia PHX applicata a tutta la linea

Il sistema di montaggio YESS2 e i nuovi blocchetti realizzati perla serie PHX sono stati implementati anche per la serie Absolute, contribuendo così ad ottenere un suono più chiaro e pulito. Una nuova finitura è stata applicata alla serie Rock Tour, migliorandone significativamente l’impatto visivo. Il legno di kapur è stato selezionato ed utilizzato per le sue eccellenti qualità sonore nella realizzazione delle batterie PHX ed ora viene utilizzato quale unico materiale per le batterie Club Custom.

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